Visioni del futuro urbano: G124, le periferie di Renzo Pianofrancesca.boccaletto
Ven, 05/28/2021 – 08:47


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Francesca Boccaletto

La serie Visioni del futuro urbano, ideata in collaborazione con il dipartimento Icea dell’Università di Padova, ci ha permesso di spingere lo sguardo oltre, per immaginare la città di domani, partendo da riflessioni su passato e presente dei piccoli e dei grandi centri abitati. 

Molte le voci di studiosi, appassionati e competenti, raccolte nel corso di questo viaggio a tappe: seguendo le tracce della grande lezione di Charles Correa, abbiamo inaugurato la serie parlando di città tra privato, pubblico e sacro, guidati da Edoardo Narne, abbiamo poi esplorato crisi e trasformazioni in atto con Michelangelo Savino e dedicato un prezioso approfondimento alla città “verde di Stefano Mancuso. E ancora, abbiamo viaggiato nel tempo, ritornando alla memoria urbana, con Stefano Zaggia, abbiamo chiesto ad Antonio De Rossi di raccontare il riscatto dei borghi e a Michelangelo Russo di descrivere i progetti per città resilienti

In questa geografia di idee, pensieri e intuizioni, risulta ora necessario inserire una ulteriore parola chiave, forse la più importante, scaturita dall’incontro tra città e futuro: quella parola è periferia. Negli ultimi due anni, su Il Bo Live, in diverse occasioni e in maniera piuttosto approfondita, abbiamo raccontato il progetto/gruppo di lavoro G124, concentrandoci sugli interventi per e nella città di Padova, attivati proprio in collaborazione con il dipartimento Icea.

Con Visioni del futuro urbano ci rimettiamo sulle tracce dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano, anima di G124, tornando sulle azioni svolte e i risultati ottenuti con il suo importante progetto di rammendo delle periferie urbane.

L’approfondimento è affidato ai protagonisti del settimo episodio della nostra serie: Edoardo Narne e Maria Francesca Lui. Quest’ultima è borsista del dipartimento Icea e tra i collaborati scelti da Piano per i progetti sviluppati a Padova.

SOCIETÀ

Montaggio: Elisa Speronello


Il grande progetto del nostro Paese sono le periferie: la città che sarà, la città che lasceremo ai nostri figli

Renzo Piano

Il metodo proposto da Renzo Piano è innovativo, spiega Maria Francesca Lui: “I gruppi di lavoro, che si vengono a creare, individuano un’area periferica della propria città, partendo dall’ascolto delle persone e dei loro bisogni, per poi intervenire con piccoli progetti, leggeri, da concludere nell’arco di un anno e che puntano a coinvolgere il più possibile gli abitanti dei territori scelti per attivare processi urbani rigenerativi […] Renzo Piano ha dimostrato una grande capacità di visione, perché ha capito di dover intervenire sulle periferie, sui territori più fragili”, ovvero sul futuro delle città. “Abbiamo sperimentato il suo metodo, fatto di ascolto e partecipazione, e ci siamo resi conto che questo approccio permette alle persone di sviluppare un senso di orgoglio e appartenenza ai luoghi, ai quartieri, alle città. In questo senso, G124 si offre come progetto etico, perché oltre all’architettura porta con sé anche importanti aspetti umani, questioni legate alla socialità”.

Edoardo Narne fa poi riferimento all’urbanistica tattica, invitando a una ulteriore riflessione in tal senso. Spiega Lui: “L’urbanistica tattica attiva processi per migliorare gli spazi pubblici con poche risorse e in poco tempo. Il progetto G124 è in linea con questo tipo di strategia e come l’urbanistica tattica parte dal basso, dal coinvolgimento dei cittadini nel processo di realizzazione. Spero che, in futuro, sempre di più, si scelga questo approccio con azioni, inizialmente lente, basate sull’ascolto e sulla lettura del territorio, e con una seconda fase di interventi mirati, leggeri, capillari per migliorare lo spazio pubblico”.

Infine, sull’esperienza con Renzo Piano, Maria Francesca Lui aggiunge: “Oltre al bagaglio di competenze, mi porto a casa anche tutta l’umanità, l’amicizia e un preciso modello etico, un modo di fare architettura che vede, appunto, l’architetto come un intermediario tra le persone e i loro bisogni, da capire e interpretare, una figura in grado di rispondere alle richieste, mettendo a disposizione le proprie competenze”.


Pagine per approfondire:

Diario delle Periferie 2019. G124, Renzo Piano in Senato, a cura di Silvia Pellizzari (Lettera Ventidue) 

Renzo Piano Building Workshop. Ricuciture urbane e periferie. Lezioni di Architettura e Design n.1 (Corriere della Sera – Abitare)

Periferie. Dario del rammendo delle nostre città (Corriere della Sera) 

Il progetto dell’architetto e senatore a vita coinvolge, da diversi anni, anche l’Università di Padova. Degli interventi realizzati nei quartieri San Carlo e Guizza e del futuro delle periferie parlano Edoardo Narne e Maria Francesca Lui

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Renzo Piano a Padova per il progetto G124. Foto: Alessandro Lana
hp Ateneo scuola_ingegneria
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