Teorie cospiratorie, in Nuova Zelanda c’è pane per i vostri dentimattia
Ven, 11/13/2020 – 08:47


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Pietro Greco

I politici possono trovare un modello di contrasto alle fake news e alle teorie cospiratorie dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelenda. Lo suggerisce, in un articolo pubblicato su Nature, Aleksandra Cichocka, un’esperta di psicologia politica presso la University of Kent di Canterbury, Regno Unito, nonché affiliata dell’università Niccolò Copernico di Torun, in Polonia. Ciò che è accaduta in nel paese australe, sostiene Aleksandra Cichocka, durante questa pandemia da Covid è davvero incoraggiante. Il primo ministro, Jacinda Ardern, 40 anni appena, leader del Partito Laburista, ha fondato la sia politica e il processo decisionale sulla solidarietà e sulla assoluta trasparenza, (oltre che su scelte tecniche molto puntuali), dando alla popolazione intera la sensazione di avere un obiettivo chiaro e coerente. I primi dati di analisi specifiche dimostrano che Jacinda Ardern, a parte i successi contro il Covid (il paese ha stroncato sul nascere alcune esplosioni epidemiche), dimostrano che, malgrado un aumento dei sintomi di angoscia all’inizio del primo lockdown), la Nuova Zelanda non mostra alcun aumento delle teorie cospirative mentre mostra una crescita di fiducia nella scienza. 

«Noi dovremmo estendere questo approccio su una scala globale», conclude Aleksandra Cichocka.

Non è quello della ricercatrice polacca spostatasi nel Regno Unito una indicazione personale. È il succo, invece, del lavoro suo e di altri suoi cento colleghi che hanno pubblicato di recente il Routledge Handbook of Conspiracy Theories, un grosso rapporto su fake news e teorie cospiratorie. Il testo è costituito da 48 capitoli, uno dei quali è dedicato, appunto a come contrastare bugie e complottismo vari. Impresa difficile. Perché diffondere notizie false e costruire narrazioni di complotti è estremamente facile, combatterle è molto più difficile. 

I propalatori di queste false verità sono persone che si sentono sulla difensiva, offesi dalla società e dalla storia. Sentono di non avere alcun potere per incidere, provano così ansia, un senso di isolamento e di alienazione. Percepiscono di essere una insignificante rotellina nella grande macchina della politica e pensano che a relegarli ai margini siano forze oscure e nemiche.

Molti politici assumono lo stesso atteggiamento. Durante la recente campagna elettorale e tuttora il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha evocato la presenza di “ombre oscure” e ha dichiarato di volerle combattere. Anche il presidente polacco, Jarosław Kaczynski, leader del Partito della Legge e della Giustizia, ha insinuato – continua Aleksandra Cichocka – che le recenti proteste contro la messa al bando totale dell’aborto sono state organizzate da forze che vogliono distruggere la nazione. Né Trump né Kaczynski hanno portato prove delle loro affermazioni. 

Ma Trump e Kaczynski sono le punte estreme di un fenomeno molto più vasto: la confusione come elemento che caratterizza la comunicazione e la ricerca del consenso in politica. Anche nella politica di contrasto al virus SARS-CoV-2.  In mancanza di chiarezza e di coerenza, in mancanza di una reale corresponsabilizzazione dei cittadini, si crea il brodo di coltura più adatto per fake news e teorie cospiratorie. Si creano le premesse – in un contesto fragile dal punto di vista socioeconomico – dei tutti contro tutti. Ne sappiamo qualcosa anche in Italia, dove una parte ahimè troppo ampia dei mass media, fa da cassa di risonanza alle teorie cospiratorie e ai propalatori di bufale (un termine forse più efficace dell’inglese fake news). 

Come uscirne? Hanno ragione gli autorevoli redattori del Routledge Handbook of Conspiracy Theories: non è semplice riallacciare le fila della coesione sociale. Non è semplice ricostruire fiducia reciproca, dopo che questa è stata distrutta. Non avendo una ricetta l’indicazione che viene dalla Nuova Zelanda può essere utile. Una pratica politica che si fonda sulla solidarietà e sulla assoluta trasparenza può essere utile. Lì sta tenendo sotto controllo il Covid e sta salvaguardando la tenuta della società.

SCIENZA E RICERCA

I politici possono trovare un modello di contrasto alle fake news e alle teorie cospiratorie dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelenda. Lo suggerisce, in un articolo pubblicato su Nature, Aleksandra Cichocka, un’esperta di psicologia politica presso la University of Kent di Canterbury

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