Suicidi per motivazioni economiche: ecco i datiantonio.massariolo
Mer, 03/06/2019 – 16:06


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Antonio Massariolo

Quasi mille morti dal 2012 ed un tasso di crescita del 23,6%. I suicidi per “motivazioni economiche” sono in aumento ed il fenomeno riguarda principalmente il Nord-Est Italia. Come avevamo già avuto modo di analizzare questo è un dato che va in controtendenza rispetto al tasso di suicidi nel mondo che, dal 1994 ad oggi, è sceso del 38%, che significa più di 4 milioni di persone in meno.

Ad osservare questi dati è stato l’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” della Link Campus University che nel gennaio scorso ha pubblicato il lavoro di sette anni di indagine sociologica sul fenomeno.

L’anno con più suicidi per “motivazioni economiche” è stato il 2014 con 201 morti seguito dal 2015 con 189 persone. La fascia d’età più colpita è quella che va dai 45 ai 54 anni con il 34,1% dei casi, seguita dalle persone dai 55 ai 64 anni per il 25,2% dei suicidi.

SOCIETÀ

Se si guarda il dato complessivo dei 7 anni inoltre, vediamo come sia il Nord-Est che ha il tasso di suicidi per “motivazioni economiche” maggiore, con il 24,5% dei casi, ed in particolare il Veneto con le province di Padova, Venezia e Treviso.

La categoria ad essere più colpita infine è quella degli imprenditori. Il 45,8% dei casi è stato loro, mentre al secondo posto di questa triste classifica troviamo i disoccupati con il 40,1%.

Quando si parla di suicidi però bisogna sempre sapere che c’è sempre una via d’uscita.

La Regione Veneto in particolare ha attivato anche un servizio proprio per aiutare chi si sente più in difficoltà. Il progetto si chiama Inoltre, è nato per dare una mano proprio agli imprenditori in crisi, è un servizio gratuito e basta chiamare il numero verde 800 33 43 43, per parlare con un operatore. Il servizio funziona 24 ore su 24 e sette giorni su sette.

L’ennesimo fatto di cronaca accaduto a Padova ha nuovamente acceso l’attenzione sui suicidi per motivazioni economiche. Nel 2018 sono state 110 le persone che si sono tolte la vita e la maggior parte nel Nord-Est. Una via d’uscita però c’è sempre, stiamo parlando del progetto InOltre
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