La storia tra il cane e l’uomo è più antica e complessa di quanto pensassimofrancesca.bastianon
Mer, 12/16/2020 – 08:45


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Francesca Bastianon

Non a caso lo definiamo il miglior amico dell’uomo: in uno studio pubblicato sulla rivista Science si è portato alla luce come il rapporto tra essere umane e cane sia più antico di quanto pensiamo

La ricerca, portata avanti in primis dai ricercatori dell’Ancient Genomics Laboratory del Francis Crick Institute di Londra, ha analizzato genomi di cani antichi dell’Eurasia, alcuni vissuti anche 11mila anni fa. Pur sapendo che il cane è probabilmente il primo animale addomesticato dall’uomo, dallo studio è emerso che durante l’ultima glaciazione erano presenti nel mondo almeno 5 diverse tipologie di cani, abbastanza diffuse in tutto l’emisfero settentrionale.

SCIENZA E RICERCA

Oltre a questo dettaglio, la ricerca, intitolata Origins and genetic legacy of prehistoric dogs, pone ulteriori spunti importanti per la costruzione della storia genetica dei cani. Ancora oggi non si conosce il momento esatto del loro addomesticamento, probabilmente la separazione tra cani e lupi è avvenuta tra i 25mila e i 40mila anni fa: anche se lo studio non approfondisce questo tema, i ricercatori sono giunti alla conclusione che tutti i cani provengano da una stirpe ben precisa di lupi che si è ormai estinta. Ma è quando si incrociano i dati dei genomi umani con quelli canini che la storia si fa più interessante.

Di questo e altro ne parliamo insieme a Silvia Ghirotto, docente del dipartimento nel Dipartimento di Scienze della vita e Biotecnologie dell’università di Ferrara e vicepresidente della Società italiana di biologia evoluzionistica.

“Quando si studia questa tipologia di processi, l’addomesticazione e la relazione con una specie come l’uomo che è migrata ovunque, è importante avere un’estensione geografica di campionamento come in questa ricerca. Ed era un po’ questo che mancava – spiega Silvia Ghirotto– : l’informazione antica c’era ma eravamo in possesso di pochi genomi, di qualche sequenza proveniente dal DNA mitocondriale, provenienti pochi individui e soprattutto localizzati in regioni geografiche specifiche, come ad esempio l’Europa. Mancava un estensione sia geografica che temporale di questo tipo. Quindi avere un campionamento così esteso e così importante ci aiuta a fare chiarezza su alcuni aspetti importanti del processo di addomesticazione: quanti processi sono avvenuti, dove e in quale modalità“.

In uno studio pubblicato su Science sono stati analizzati alcuni genomi di cani antichi dell’Eurasia: i risultati ottenuti sono di notevole importanza per la storia dell’evoluzione del cane e non solo. I ricercatori hanno incrociato i dati con quelli dell’uomo: ne parliamo insieme a Silvia Ghirotto, professoressa dell’università di Ferrara e vicepresidente della Società italiana di biologia evoluzionistica
cane, genoma, evoluzione

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