Gli scrittori e il cambiamento climaticomattia
Mer, 12/09/2020 – 09:43


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Pietro Greco

È da poco uscito in Italia il nuovo libro dello scrittore americano Jonathan Franzen. Si intitola E se smettessimo di fingere?L’autore spiega di seguire gli sviluppi della lotta ai cambiamenti climatici da 30 anni e, alla fine, ha capito che non è possibile contenere i danni e dobbiamo cambiare strategia. Rivolgiamo allora due domande allo scrittore Bruno Arpaia, autore che si occupa di clima come nel suo libro Qualcosa àì fuori, ma con un atteggiamento diverso rispetto a Franzen. Arpaia ritiene che ci sia un margine per agire, Franzen no?. “Io non leggo Franzen – dice Arpaia – come se ci fosse un disfattismo totale rispetto al cambiamento climatico. Lui si scaglia, semmai, contro la speranza irrealistica. Penso che uno dei compiti degli scrittori sia non distogliere lo sguardo dai problemi: sono 30 anni che si discute di crisi climatica e non è successo quasi nulla”. 

CULTURA

Sono ancora troppo pochi, ma gli scrittori si stanno interessando – nei loro volumi – al problema del cambiamento climatico. Tra questi ci sono l’americano Jonathan Franzen e l’italiano Bruno Arpaia. Entrambi affrontano il tema in modo differente. Abbiamo intervistato Arpaia

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