La scorta a Liliana Segre: un fatto che deve far riflettere gli italianiantonio.massariolo
Ven, 11/08/2019 – 14:58


Italian

Antonio Massariolo

“C’è un problema oggettivo di sicurezza per gli ebrei che vivono nel nostro Paese”. Le dichiarazioni provengono da un’esponente della destra italiana che ha commentato così la scelta di dare la scorta a Liliana Segre, senatrice a vita. Liliana Segre è una figura fondamentale per quanto riguarda la memoria di ciò che accadde in Europa, una memoria che lei, con coraggio, continua a diffondere. 

“Sono stata esclusa, odiata. Semplicemente per la colpa di essere nata: di essere nata ebrea. Ma quello che più mi ha colpito è stata l’indifferenza”, aveva dichiarato qualche mese fa a Il Bo Live.

Ora, a 89 anni, deve nuovamente subire odio e minacce per il solo fatto di essere una testimone di una delle pagine più buie della nostra storia.

Ogni giorno alla senatrice a vita arriverebbero più di duecento insulti, fino ad arrivare ad uno striscione esposto da Forza Nuova a Milano, per protestare contro la presenza della stessa Segre ad un appuntamento pubblico. Per questi motivi il prefetto di Milano Renato Saccone ha deciso di assegnare la tutela alla senatrice a vita Liliana Segre, che dal 7 novembre è accompagnata da due carabinieri in ogni suo spostamento.

SOCIETÀ

Gli attacchi antisemiti

Attacchi che spesso sono puramente antisemiti. Da qui sorge spontanea la domanda: ma l’antisemitismo sta veramente aumentando in Italia? Secondo i dati rilasciati dell’Osservatorio antisemitismo sembra proprio di si. 

“Negli ultimi nove mesi abbiamo avuto segnalazioni di 190 distinti episodi di antisemitismo in Italia – ha dichiarato Stefano Gatti, ricercatore dell’Osservatorio antisemitismo della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica contemporanea -, un numero più elevato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.


Negli ultimi nove mesi abbiamo avuto segnalazioni di 190 distinti episodi di antisemitismo in Italia

Stefano Gatti

Non sono disponibili altri dati ufficiali oltre a questi, ma, sempre secondo l’Osservatorio, si può notare come “di questi 190 episodi il 70% circa viaggia on line”. Sarebbero quindi prevalentemente insulti, con violenze fisiche molto rare. “Nel 2019 ci sono stati solo due casi – ha continuato Stefano Gatti -, un signore schiaffeggiato e una donna oggetto di sputi”.

Le motivazioni di questa escalation di violenze possono essere numerose, di sicuro però l’Italia fotografata nel dicembre scorso dal Censis sembra essere realtà anche nel 2019. “Gli italiani hanno trasformato il rancore in cattiveria” diceva il 52° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, una cattiveria ed una paura che si trasforma in diffidenza verso il “diverso”.

“Se qualcuno arriva a dire a una bambina sull’autobus non ti puoi sedere accanto a me perchè hai la pelle di colore differente, se è necessario che una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele come Liliana Segre abbia una scorta, vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici ma molto concreti”. Le parole sono del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che all’inaugurazione dell’Anno accademico del BioCampus di Roma ha voluto ribadire il momento difficile, un momento in cui le cronache sono piene di fatti di violenza verbale.

Violenza che arriva dalla politica, dallo sport, dove delle persone che vanno a vedere una partita di calcio invece di godersi un gioco inveiscono con cori razzisti contro un calciatore, o addirittura dalla scuola, dove un Comune (Predappio) decide di negare i fondi agli studenti per la visita ad Auschwitz, considerandola un’iniziativa di parte. Quando la storia viene considerata “di parte”, è lì che inizia a sfaldarsi la società.


“Gli italiani hanno trasformato il rancore in cattiveria”

Quante sono le persone sotto scorta in Italia

Al 1° giugno 2019, secondo i dati rilasciati in una nota del ministero dell’Interno, le misure di sicurezza erano “569 con un calo di circa il 9% del numero di agenti utilizzati sia per le scorte personali che per le vigilanze fisse. Per l’esattezza 2.015 le unità delle forze di polizia impiegate (203 in meno rispetto a dodici mesi prima), oltre a 211 per le vigilanze fisse, 404 le vetture blindate e 234 le non specializzate. 

Per quanto riguarda le regioni: la parte del leone è del Lazio con 209 tutele nel 2018 e 173 nel 2019 e subito dopo la Sicilia con 142 nel 2018 e 124 nel 2019.

Le categorie maggiormente tutelate: magistrati, imprenditori e diplomatici, oltre a politici, giornalisti e alti dirigenti dello Stato. In particolare, al primo giugno 2018 risultavano protetti 274 magistrati, 82 politici, 45 imprenditori e 28 diplomatici. Dopo un anno il numero dei magistrati tutelati non ha subìto variazioni, i politici sono scesi a 58, gli imprenditori a 32 e i diplomatici a 27”.

Sulla tipologia di scorta invece dati aggiornati non se ne trovano. Gli ultimi riguardano il 31 dicembre 2017, quando 21 delle allora 589 persone sotto scorta erano considerate a grave rischio (livello 1), che comporta l’utilizzo della protezione con tre agenti e tre auto blindate. Sempre secondo i dati rilasciati dalla Camera dei Deputati, al 31 dicembre 2017 l’87 per cento degli individui sotto protezione dello Stato era considerato a basso rischio, cioè livello 4 e 3. Da quanto si può evincere la protezione della senatrice Liliana Segre sarebbe di livello 4, cioè con l’assegnazione di due agenti (il livello 3 richiederebbe inoltre l’auto blindata).

Dalle offese razziste a Balotelli alla scorta a Liliana Segre: l’Italia sembra essere diventata nuovamente un Paese razzista ed in cui dilaga antisemitismo. È veramente così?

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Foto di Massimo Pistore
hp Ateneo Didattica
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