Gli immigrati nel mondo sono in continuo aumento, e non provengono tutti dall’Africaantonio.massariolo
Mer, 03/06/2019 – 12:02


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Antonio Massariolo

3,4 è questa la percentuale di immigrati nel Mondo. Le persone che sono nate in un Paese e vivono in un altro sono in costante aumento, naturalmente con differenze sostanziali tra le varie aree. Il numero totale di persone immigrate in un altro Paese nel 2017 è stato di 257,7 milioni, di cui il 48,4 % donne, nel 2000 erano 173 milioni mentre nel 1980 102 milioni.

SOCIETÀ

Il continente in cui numericamente ci sono più immigrati è l’Asia con quasi 80 milioni di immigrati, seguita dall’Europa con 77 milioni. In termini di percentuale rispetto alla popolazione però è l’Oceania ad avere più immigrati che compongono poco più del 20% dei suoi abitanti. Al secondo posto, con il 16% troviamo il Nord America in cui, analizzando i due Stati più popolosi che lo compongono, possiamo vedere come gli Stati Uniti abbiano il 15% di immigrati ed il Canada il 21% (oltre a questi due il Nord America è composto da Bermuda, Groenlandia e Saint-Pierre e Miquelon che hanno rispettivamente il 30,9%, 10,6% e il 15,7%).

Parlando di singoli stati invece, abbiamo già visto come gli Stati Uniti, con oltre 49 milioni di persone, siano il Paese con più immigrati, seguito dall’Arabia del Sud e dalla Germania con 12,2 milioni e dalla Russia con 11,7 milioni. Parlando in termini di percentuali in base alla popolazione invece le cose cambiano drasticamente.

Al primo per percentuale di immigrati posto troviamo Gli Emirati Arabi con 88,4%, al secondo il Kuwait con 75,5%, al terzo il Qatar con 65,2%, seguito da Liechtenstein e Monaco rispettivamente con 65,1% e 54,9%.

 

Immigrati in Europa

Quando parliamo di immigrati presenti nel Paese stiamo analizzando l’immigrazione regolare, quindi questi numeri non prendono in considerazione gli irregolari ed i richiedenti asilo (analisi già effettuata qui).

Togliendo alcuni casi che in questa analisi potremmo definire anomali per storia e dimensioni, come Città del Vaticano (che ha il 100% di immigrati tra i suoi mille abitanti), le Isole del Canale (50,3%), l’Isola di Man (54,9%) e gli stati meno popolosi come Andorra (53,3%), Lussemburgo (45,3%), Liechtenstein (65,1%), Monaco (54,9%) possiamo vedere che, tra gli stati più popolosi le percentuali non differiscano di molto.

Ai primi posti come percentuale di migranti troviamo l’Irlanda e la Germania con 16,9% e 14,8%, seguita dal Regno Unito, dalla Spagna e dalla Francia, rispettivamente con 13,4%, 12,8% e 12,2%. L’Italia nel 2017 aveva il 10% di immigrati mentre uscendo dall’Unione Europea ma rimanendo in Europa come regione possiamo vedere come le percentuali maggiori si riscontrino nei paesi del nord (Svezia e Norvegia hanno rispettivamente 17,6% e 15,1%) ed in quelli dell’est (Estonia, Lituania, Bielorussia e Ucraina hanno rispettivamente 14,7%, 13,2%, 11,4% e 11,2%).

 

Come sempre per avere una panoramica completa non basta guardare solo le percentuali ma è bene capire, in termini reali di popolazione, quante sono le persone immigrate presenti nei singoli Stati. La Germania è sempre il Paese che ha al suo interno più immigrati, precisamente 12.165.083, seguita dalla Russia con 11.651.509 e dal Regno Unito con 8.841.717.

L’Italia è al sesto posto con quasi sei milioni di immigrati, meno di Francia e Spagna. Anche guardando i membri fondatori dell’Unione Europea quindi, il nostro Paese è quello che in percentuale rispetto alla popolazione ha meno immigrati.

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Immigrati in Africa

Quando si parla di Africa i pregiudizi ci portano a pensare ad un continente in continuo movimento, impegnato ad emigrare verso l’Europa. Che sia in movimento è vero, che un intero continente si stia spostando verso un altro invece non ha alcun fondamento. Come abbiamo visto l’Africa è il continente in cui è prevista la maggiore crescita demografica nei prossimi 50 anni ed è anche un territorio in via di sviluppo. Le migrazioni verso l’Europa ci sono, ma sono quelle interne che sono le più consistenti.

Innanzitutto dobbiamo pensare che quando parliamo di Africa stiamo parlando di 54 diversi Stati con una popolazione totale che supera il miliardo e duecento milioni di persone e si estende per una superficie grande tre volte l’Europa. Proprio in Europa vivono 9,2 milioni di africani, mentre nel mondo sono circa 32,6 milioni (gli europei che vanno in Nord America sono 8 milioni).

In un contesto del genere invece, gli immigrati interni in Africa nel 2017 erano poco più di 24 milioni. Naturalmente molti Stati presentano problematiche di diverso tipo e le migrazioni si concentrano principalmente in alcuni Paesi.

Tra questi troviamo al primo posto il Sud Africa con oltre 4 milioni di immigrati, seguito a distanza (oltre 2 milioni di immigrati in meno) da Costa d’Avorio, Uganda e Nigeria.

Migranti irregolari

Fino a qui abbiamo parlato di migrazioni regolari ma una percentuale non indifferente dei migranti, per diversi motivi, è da definirsi irregolare. Le Nazioni Unite hanno stimato un flusso di migranti irregolari di circa 58 milioni in tutto il Mondo nel 2017.

Essendo irregolari naturalmente questa non può che essere una cifra stimata ma da prendere con cautela, date le oggettive difficoltà nel riscontrarla.

Sempre secondo lo stesso report, 11,3 milioni di persone prive di documenti vivevano negli Stati Uniti. Nell’Unione Europea i migranti irregolari sarebbero stati, nel 2008, da 1,9 a 3,8, che significherebbe dal 7 al 13% della popolazione straniera.

Un cifra però che, guardando il trend degli sbarchi registrato nell’ultimo anno, non dovrebbe essere aumentata di molto. Considerando tutte le coste europee infatti, nel 2018, sono giunti 138.882 migranti (nel 2017 sono arrivate 172.301 persone).

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Migranti morti

Mentre per alcuni Paesi migrare, andare a studiare all’estero, a lavorare fuori dal proprio Stato, sembra oramai una cosa quasi normale e sicuramente priva di pericoli, per popolazioni meno fortunate migrare significa in primis mettere a repentaglio la propria vita.

C’è un progetto dell’IOM che si chiama Missing Migrants e monitora tutte le persone morte o disperse mentre cercavano di accedere ad un altro Stato.

I migranti morti nel 2018 sono stati 4.727 in tutto il Mondo. La zona in cui accadono più tragedie è il Mar Mediterraneo in cui, come abbiamo già analizzato, la percentuale di persone che hanno perso la vita cercando di entrare in UE è molto alta.

Gli altri punti critici sono la frontiera Messico-Stati Uniti, in cui nel 2018 hanno perso la vita 434 persone, sia l’Africa, in particolare il Corno d’Africa e l’Africa Sub-Sahariana in cui sono morte 1.041 persone.

Studenti internazionali

Le migrazioni non riguardano solamente chi scappa da una guerra, chi emigra da un paese privo di prospettive o chi cambia stato per lavoro ma, fortunatamente, anche chi va a studiare all’estero. In Europa oramai siamo riusciti a raggiungere il traguardo politico e mentale di pensare di poter studiare senza problemi in una altro Paese membro grazie al progetto Erasmus +, ma in molti luoghi del mondo questa pratica non si può dare per scontata.

Nel 2016 c’erano oltre 4,8 milioni di studenti internazionali, due milioni in più rispetto al 2000.

Più della metà di questi sono iscritti in università o scuole in sei paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Francia, Germania e Russia. I maggiori Paesi di “invio di studenti internazionali” invece sono Cina, India, Germania, Corea del Sud, Nigeria, Francia, Arabia Saudita e diversi paesi dell’Asia centrale.

Le persone che sono nate in un Paese e vivono in un altro sono in costante aumento, naturalmente con differenze sostanziali tra le varie aree. Gli immigrati nel mondo sono 257 milioni e le rotte spesso sono quelle che meno ci immaginiamo
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