Da oggi la Germania in lockdown. Attesa per le nuove misure in Italiabarbara.paknazar
Mer, 12/16/2020 – 11:27


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Barbara Paknazar

La Germania si appresta a trascorrere le prossime festività di Natale e Capodanno in lockdown: dal 16 dicembre al 10 gennaio le attività commerciali e i servizi non essenziali dovranno chiudere, l’attività didattica sarà a distanza e per quella lavorativa l’indicazione è aumentare al massimo, ove possibile, lo smart working. Saranno chiusi anche gli asili nido, ma i genitori avranno diritto a un periodo di ferie pagate per poter seguire i propri figli. Le cerimonie religiose saranno consentite ma senza canti comuni, mentre cinque è il numero massimo di persone che potranno riunirsi nelle case, con un’eccezione tra il 24 e il 26 dicembre quando ogni famiglia potrà invitare fino a quattro adulti che facciano parte di uno stretto nucleo familiare, oltre a bambini e ragazzi sotto i 14 anni. Vietati anche il consumo di alcolici in aree pubbliche e l’uso di fuochi d’artificio. 

La decisione, annunciata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, è arrivata dopo un confronto tra il Bund e i governatori dei 16 Stati federali ed è motivata dal rischio che la seconda ondata della pandemia finisca per sopraffare il sistema sanitario nazionale, in un Paese che fino a questo momento è riuscito a limitare fortemente il tasso di letalità della malattia, ma che proprio nel giorno che coincide con l’inizio del lockdown si trova davanti a una cifra impressionante di decessi nelle ultime 24 ore, ben 952. La Bbc spiega che questo numero potrebbe comprendere anche persone morte nei giorni precedenti ma Lothar Wieler, capo del Robert Koch Institute, riferimento della Germania per il monitoraggio della pandemia, non ha esitato a dire che “la situazione è più grave di quanto lo sia mai stato prima” e il picco di decessi è quasi il doppio di quelli registrati quando Angela Merkel aveva iniziato a dichiarare la necessità di chiudere il Paese

Secondo i dati della John Hopkins University in Germania si sono registrati ad oggi 1,39 milioni casi di contagio (su una popolazione di oltre 83 milioni di abitanti) e 23.544 morti. Rapportato a Paesi come l’Italia o il Regno Unito, dove le persone che non hanno superato la malattia sono circa 65 mila, il numero di morti è dunque nettamente più basso. Ma negli ultimi giorni i decessi hanno fatto registrare un picco che nella prima ondata non era mai stato raggiunto e che, unito ai dati sulla crescita dei contagi, ha spinto ad adottare misure di contenimento particolarmente restrittive.

SCIENZA E RICERCA

Il servizio dell’emittente pubblica tedesca Deutsche Welle con l’annuncio del lockdown da parte di Angela Merkel

“Se il prezzo è avere 500 morti al giorno allora è inaccettabile”, erano state le parole della cancelliera tedesca il 9 dicembre in un accorato discorso al Bundestag, dopo che i dati del Robert Koch Institute avevano registrato 590 decessi in 24 ore. Angela Merkel aveva fatto riferimento ai mercatini di Natale e alla tradizione di passeggiare tra le bancarelle con un bicchiere di vin brulè: un simbolo delle feste a cui però, aveva spiegato, quest’anno è necessario rinunciare. In quell’occasione si era anche schierata esplicitamente a favore delle raccomandazioni avanzate dall’Accademia nazionale delle scienze tedesca Leopoldina, e aveva preannunciato la sua ferma intenzione di discutere la questione con i Länder in un vertice d’urgenza, in modo da arrivare il prima possibile a una decisione.

E così, individuata la priorità, in una settimana esatta la Germania ha approvato le nuove misure, definite necessarie “a causa del fallimento dei provvedimenti precedenti”. Il lockdown leggero introdotto a partire dal 2 novembre prevedeva già la chiusura di bar, ristoranti, alberghi per il turismo, centri sportivi, cinema e teatri, oltre alla limitazione dei contatti personali, ma non era stato sufficiente a tenere sotto controllo la diffusione dei contagi. E se per arrivare all’approvazione del semi lockdown Angela Merkel si era dovuta scontrare con molte resistenze tra i governatori degli Stati federali, questa volta l’accordo è stato trovato molto velocemente, nell’arco di meno di un’ora.

“Siamo costretti ad agire e adesso lo facciamo”, ha dichiarato la cancelliera tedesca durante l’incontro con i 16 Länder, trovando un forte appoggio nel presidente della Baviera Markus Söder, da molti ritenuto il possibile candidato dei conservatori alle prossime elezioni federali del 2021, alle quali Angela Merkel ha ribadito numerose volte che non si candiderà, nonostante goda di un consenso record che si è rafforzato proprio durante la pandemia.

Oltre all’aumento del numero dei morti i motivi che hanno spinto la Germania al lockdown sono legati alla sofferenza del sistema sanitario nazionale e soprattutto delle unità di terapia intensiva. I medici hanno avvertito che in alcune aree del Paese sono rimasti solo dal 5 al 10% dei posti, ma a preoccupare è soprattutto anche la mancanza di personale specializzato. Un fattore critico, dopo che l’11 dicembre è stato sfiorato il record di 30 mila nuovi positivi, è anche la crescita dei contagi che, oltre ad aggravare il peso sulle strutture ospedaliere, impedisce un efficace contact tracing. Nei giorni successivi i report hanno presentato numeri in diminuzione, sia sul fronte dei contagi che su quello dei decessi, ma non a un livello tale da far pensare a un alleggerimento della seconda ondata pandemica. E l’obiettivo dichiarato è quello di riportare i nuovi casi settimanali di positività sotto quota 50 per 100 mila abitanti, mentre attualmente il numero è circa triplo

 

E quanto alla difficoltà di trascorrere un Natale che sotto molti aspetti sarà profondamente diverso  il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha fatto appello al senso di solidarietà esortando le persone ad accettare le restrizioni allo scopo di proteggere gli altri. “La situazione è estremamente grave: migliaia di morti in una settimana e un tasso di contagio che rischia di andare fuori controllo. Non possiamo evitare misure restrittive. I fatti sono infallibili e angoscianti”, ha detto Steinmeier in un discorso a Berlino, riportato dall’emittente radiotelevisiva pubblica Deutsche Welle.

La Germania non è l’unico Paese europeo ad aver scelto di entrare in lockdown durante il periodo delle feste natalizie. La stessa linea è stata adottata dall’Olanda dove il premier Mark Rutte ha annunciato un blocco nazionale della durata di 5 settimane e dal Regno Unito che ha deciso di introdurre l’allerta rossa su Londra chiudendo ristoranti, pub e alcuni negozi. La misura dovrebbe però estendersi solo fino al 23 dicembre quando è in programma un allentamento delle restrizioni per 5 giorni. 

Anche l’Italia in queste ore ragiona sull’opportunità di una stretta. E se fino alla scorsa settimana il dibattito politico verteva sul divieto di spostamento tra Comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, con il governo che sembrava disposto a prevedere delle deroghe per i centri abitati più piccoli, lo scenario adesso sta cambiando: è probabile che la decisione della Germania abbia avuto un ruolo importante nell’aprire una riflessione e al tempo stesso gli assembramenti per lo shopping, registrati in molte città italiane nel corso dell’ultimo fine settimana, hanno iniziato a suggerire una maggiore rigidità. Inoltre il tasso di positività dei tamponi continua a fluttuare giornalmente e sebbene rispetto a novembre sia dimunuito di alcuni punti percentuali non è sceso in modo soddisfacente. Ci sono poi alcune aree d’Italia, in primo luogo il Veneto, che sono sempre rimaste zona gialla e che oggi presentano una situazione allarmante, con contagi e decessi in continuo aumento.

Ma le convinzioni dei diversi esponenti del governo non sono omogenee e alla presa di posizione del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha dichiarato di essere totalmente d’accordo con la strategia tedesca, si contrappongono i sostenitori di una linea più morbida che sottolineano la necessità di cercare un equilibrio tra le esigenze economiche e quelle sanitarie. Una diversità di vedute che ha caratterizzato anche l’ultima riunione del Comitato tecnico scientifico e che ha impedito di arrivare alla definizione di norme specifiche da modificare: gli esperti hanno comunque indicato un piano in tre punti che contempla la necessità di un potenziamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, il divieto di assembramenti e l’eliminazione della zona gialla, a favore invece delle misure previste per la zona arancione o per quella rossa su tutto il territorio nazionale.

“Alla luce dei suggerimenti del Comitato tecnico scientifico qualche misura ulteriore la introdurremo”, ha anticipato all’Ansa il premier Conte e le novità sono attese in giornata.

Abbiamo chiesto alla professoressa Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova e direttrice dell’Istituto di ricerca pediatrica Fondazione Città della speranza, un commento sulla decisione tedesca e un’analisi sulla situazione italiana alla vigilia delle feste

Antonella Viola commenta il lockdown deciso della Germania e la situazione italiana alla vigilia delle feste. Servizio e montaggio di Barbara Paknazar

“I tedeschi – rileva la professoressa Antonella Viola – hanno giustamente deciso di agire subito, senza aspettare di avere dei numeri estremamente alti, e cercare di intervenire, come avevano già fatto in passato. Loro avevano già introdotto precedentemente delle misure molto restrittive, tra cui bar.e ristoranti chiusi, ed è un po’ strano che nonostante ciò la curva dei contagi abbia continuato a salire. Questo ci fa comprendere quanto sia importante sapere dove avvengono i contagi perché altrimenti rischiamo di chiudere senza che le misure siano efficaci. Adesso in Germania, vedendo salire il numero dei contagi, hanno deciso di intervenire in maniera pesante e quello delle feste è il periodo ottimale perché coincide con la chiusura delle scuole e di alcuni settori lavorativi”.

“In Italia si è optato per un atteggiamento un po’ diverso: noi dall’inizio della seconda ondata abbiamo seguito il virus, non lo abbiamo anticipato. Come  conseguenza di questo abbiamo molti più contagi e morti eppure stiamo ancora valutando cosa fare. Io credo che le strategie possibili siano due, ma devono essere seguite in modo chiaro e coerente: o si sceglie di adottare misure molto rigide, come quelle della Germania, con l’obiettivo di far scendere rapidamente la curva dei contagi, oppure se si preferisce evitare un approccio così rigido è necessario che quelle poche misure che vengono messe in atto siano fatte rispettare. Servono i controlli a tappeto sul territorio perché se le misure sono poco restrittive e non vengono neppure rispettate ci troviamo in una situazione di crescita dei contagi esponenziale, un po’ quello che sta accadendo in questo momento anche in Veneto“.

Da oggi la Germania è in lockdown fino al 10 gennaio e in queste ore anche l’Italia sta valutando nuove misure restrittive, cercando una mediazione tra orientamenti diversi.
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