Neuroscienze e teologiachiara
Gio, 03/07/2019 – 08:14
Redazione

CULTURA

Incontro con Giorgio Bonaccorso e Matteo Caleo sul cervello e l’esperienza del sacro
Collegio universitario Gregorianum, Padova
via Marcel Proust, 10



45.3957533, 11.896425

Sito web

Incontro con Giorgio Bonaccorso, monaco benedettino e docente di Liturgia presso l’Istituto di Liturgia pastorale Santa Giustina di Padova, e Matteo Caleo, professore di Fisiologia nel Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova  – Istituto di Neuroscienze, CNR Pisa.

I due studiosi si confrontano su cervello ed esperienza del sacro, nel corso di una iniziativa organizzata dal Collegio universitario Gregorianum. Recentemente, infatti, sono stati compiuti notevoli progressi nell’esame del rapporto tra cervello e credenze in Dio, spiritualità, religione e dimensione metafisica. Lo sviluppo di questo nuovo settore di ricerca ha dato origine a due discipline: Neuroteologia, termine coniato da A. Huxley, e Neuroscienza dello Spirito.

Le neuroscienze mostrano che la l’anima è un prodotto del cervello, cioè di un sistema fisico. Molti teologi si stanno allineando in questa idea e non credono “nella classica anima incorporea”, ma sembrano accogliere il principio secondo cui la mente è connessa al cervello mediante i neuroni. Di qui, la necessità di una feconda collaborazione della scienza con la teologia nel segno indicato da Albert Einstein: “La scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca”.

La neuroteologia studia le basi neurologiche delle esperienze religiose e dei sentimenti spirituali: è lo studio tra il divino (theos) e l’umano (i neuroni), ovvero lo studio dell’interazione tra il divino e il sistema neurale dell’essere umano. E’ una scienza che si propone tra l’altro di approfondire i testi sacri per trovare risposta ai grandi interrogativi che da sempre si pone l’uomo.

La partecipazione è libera.

neuroni

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