L’editoriale. Liliana Segre e l’evoluzione dell’odio in retemattia
Lun, 11/11/2019 – 09:12


Italian

Telmo Pievani

Agli inizi di dicembre dell’anno scorso abbiamo avuto ospite la senatrice a vita Liliana Segre. Il suo racconto delle leggi razziali e della deportazione fu vivido e tremendo allo stesso tempo. Infine ci fu il suo appello contro l’indifferenza. L’indifferenza come male superiore a qualsiasi altro. Le cronache di questi giorni mi fanno pensare che ai giorni nostri c’è qualcosa di peggio dell’indifferenza: l’ostentazione senza più vergogna dell’odio, l’oscenità dell’odio. Lo sappiamo: Liliana Segre è stata messa sotto scorta per il numero di messaggi di insulti antisemiti da lei ricevuti. 

Ritengo che questa cosa sia incredibile e vergognosa per il nostro paese. Come fenomeno antropologico non riesco nemmeno a credere che ci siano persone di questo tipo. Ma c’è dell’altro: c’è un senso di impunità dilagante, c’è una cattiva interpretrazione, totalmente fuorviante, della libertà di espressione. Ma c’è dell’altro ancora: Umberto Eco fece notizia dicendo che la Rete stava diventando una succursale del bar dello sport. Ma all’interno di questi locali c’era comunque una sorta di controllo sociale, di sanzione. Sul Web, invece, temo che questa sorta di controllo sociale, purtroppo, non ci sia più.

SOCIETÀ

Liliana Segre è stata messa sotto scorta a causa delle ingenti minacce ricevute ogni giorno attraverso il Web. Lei si appellava, anche ospite dell’università di Padova, a non cadere nella trappola dell’indifferenza. Ma c’è, ormai, qualcosa di peggio dell’indifferenza: l’ostentazione, senza più vergogna, dell’odio. L’oscenità dell’odio
liliana segre

has_video


Liliana Segre in Parlamento. Foto: Contrasto
hp Ateneo Didattica Diritti-parita-inclusione Unipd-nel-mondo Campus-diffuso
1

Comments

comments