L’editoriale. Free to think: la libertà minacciata in tutto il mondomattia
Lun, 09/28/2020 – 09:39


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Telmo Pievani

Per la terza puntata sulle violazioni delle libertà fondamentali della ricerca, dopo aver parlato di Turchia, Iran e Brasile, ci soffermiamo sulle tensioni nei campus studenteschi in India e sulle crescenti pressioni in altre varie zone del mondo: in Pakistan, Algeria, Congo, Cile, Venezuela, Gambia, Sri Lanka, Honduras, Yemen e Nicaragua. Un caso particolarmente è stato quello del Sudan con più di 800 arresti negli atenei, 1.300 feriti 246 vittime durante le proteste e, nel report di Scholars at Risk, si fa notare come la maggior parte di queste siano donne.

Un capitolo particolare deve essere lasciato alla Cina. Non si tratta solo delle repressioni delle manifestazioni studentesche ad Hong Kong: ci sono molte storie legate agli intellettuali e una serie di arresti e privazione di libertà di espressione per molti studenti che appartengono a gruppi marxisti o in difesa dei lavoratori. Molti altri casi riguardano le minoranze cinesi e quelle dei campi di rieducazione con tre focus ben specifici.

UNIVERSITÀ E SCUOLA

Non solo Turchia, Iran e Brasile. In tutto il mondo il rapporto di Scholars at Risk segnala violazioni della libertà di ricerca e di istruzione. Dal Sudamerica all’Asia passando all’Africa con il Sudan, fino ad arrivare alla Cina
Hong Kong, studenti in protesta

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Studenti alle manifestazioni contro il governo Cinese a Hong Kong. Foto: Reuters
hp Ateneo Didattica Ricerca
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