L’astronomia multimessaggero è “l’equivalente astronomico della globalizzazione”francesco.suman
Ven, 02/01/2019 – 09:07


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Francesco Suman

Il 2017 verrà ricordato per l’assegnazione del premio Nobel per la fisica a Barry Clark Barish, Rainer Weiss e Kip Thorne, gli ideatori degli esperimenti Ligo e Virgo che hanno rivelato, nel settembre 2015, la presenza delle onde gravitazionali, confermando la teoria della relatività generale di Einstein. Ma il 2017 è anche stato l’anno in cui una nuova stella in cielo è nata: l’astronomia multimessaggero.

L’osservazione della fusione di due stelle di neutroni avvenuta in quell’anno è considerata l’evento fondativo dell’astronomia multimessaggero, perché per la prima volta fu possibile ricevere il segnale sia delle onde gravitazionali prodotte da questo evento, sia il segnale proveniente dal suo spettro elettromagnetico.

“Con il progresso dell’astronomia abbiamo smesso di affidarci a un solo strumento come il telescopio” spiega in questa intervista Ulisses Barres de Almeida, ricercatore al Centro brasiliano di fisica di Rio de Janeiro. “abbiamo aggiunto molti strumenti diversi, come il radiotelescopio, il telescopio a raggi X, quello a raggi gamma, e molti altri. In questo modo oggi siamo in grado di osservare non solo lo spettro elettromagnetico della luce, ma anche altre particelle che arrivano dallo spazio e altri eventi come le onde gravitazionali. L’astronomia multimessggero ci permette di studiare i diversi tipi di informazioni che ci arrivano dal cosmo e di analizzarla in maniera integrata”.

SCIENZA E RICERCA

Intervista a Ulisses Barres de Almeida, ricercatore al Centro brasiliano di fisica di Rio de Janeiro. Riprese e montaggio di Elisa Speronello

Il 2018 fu l’anno di un’importante conferma per l’astronomia multimessaggero. L’esperimento IceCube in Antartide registrò l’interazione con un neutrino proveniente da un evento astronomico estremo, un blazar, un nucleo di galassia attivo al centro della quale si trova un buco nero supermassiccio. “L’interazione con questo tipo di neutrino non era mai stata registrata prima e questa è stata anche la prima volta che è stato osservato simultaneamente il segnale elettromagnetico proveniente dalla medesima origine di questo neutrino. In questo modo abbiamo scoperto da dove veniva questa particella e abbiamo potuto studiarla con i metodi dell’astrofisica”.

E proprio in questi giorni si è tenuta a Padova la conferenza internazionale Extreme19, che ha riunito esperti di astronomia, cosmologia, fisica astro-particellare per discutere le attuali conoscenze in merito ai blazar. “In questa conferenza discutiamo di come sia importante iniziare a studiare fenomeni di questo tipo”.

L’astronomia multimessaggero rivoluziona il modo di studiare la scienza dell’universo anche da un punto di vista sociologico: il paper che ha annunciato la scoperta del neutrino associato ai raggi cosmici emessi dal blazar è stato firmato da quasi 3000 persone. “L’astronomia multimessaggero è l’equivalente astronomico della globalizzazione. Questa integrazione però porta con sé delle sfide notevoli. Occorre tenere insieme non solo una grandissima quantità di dati, ma anche le persone che ci lavorano”.

Ulisses Barres de Almeida, ricercatore al Centro brasiliano di fisica di Rio de Janeiro, discute della nascita dell’astronomia multimessaggero e delle sfide che ad essa si associano, in occasione della conferenza internazionale Extreme19 ospitata a Padova.

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