Il Bo Live al Festival della Scienza di Genovamattia
Gio, 10/22/2020 – 08:11


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Pietro Greco

Inizia oggi il Festival della Scienza di Genova, una delle manifestazioni scientifiche più importanti d’Europa. Durerà undici giorni fino al primo novembre. Ricco, come sempre, il programma: 149 eventi (di cui 96 fruibili in streaming su festivalscienza.online), articolati in 85 incontri (solo streaming), 7 conferenze/spettacolo, 29 laboratori, 21 mostre, 3 spettacoli e 4 eventi speciali. Avremo modo di incontrare 247 scienziati e personalità illustri provenienti dall’Italia e dal mondo tra cui 3 Premi Nobel. Da segnalare il Programma per le scuole: 43 eventi tutti online (25 digilab, 12 digitalk e 6 digitour). Il tema intorno a cui si snoderà la manifestazione è quanto mai evocativo: onde.

Sarà un Festival inedito. Perché sommerso proprio da un’onda, un’onda epidemica: l’onda COVID. Sommerso ma niente affatto travolto, perché la quasi totalità delle iniziative programmate sarà regolarmente realizzata, trasferita su piattaforma digitale. Alle onde si può resistere

 L’onda è un tema davvero evocativo, a prescindere dalla contingenza pandemica. Siamo a Genova e le prime onde che vengono in mente, giocoforza, sono quelle del mare. E passeggiando nei vicoli intorno al porto ci imbattiamo in un intreccio pieno di calore (e di colore) delle onde sonore. E poiché il festival è un festival scientifico, una parte di assoluto rilievo è dedicata alle figliolette di James Clerk Maxwell: le onde elettromagnetiche, dai raggi gamma (le più energetiche) alle onde radio (le meno energetiche), passando ovviamente per la luce, l’equipe che consente e noi, Homo sapiens, e a quasi tutti gli altri animali di avere letteralmente uno sguardo sul mondo. E come non ricordare le onde protagoniste delle ultime novità in fisica, quelle gravitazionali?

Ma non ci sono solo le onde fisiche. Anche i chimici si imbattono in reazioni cicliche (in onde, appunto). E che dire dei flussi migratori di microbi, piante, animali non umani e anche di umani che sono parte integrante della storia passata e presente della vita sulla Terra? Potremmo continuare all’infinito. Perché di onde è pieno a ogni livello l’intero universo e anche quel minuscolo punticino che ruota intorno a una stella qualsiasi di una galassia qualsiasi che chiamiamo Terra?

Di pianeti come il nostro, ora lo sappiamo, ce ne sono centinaia di milioni, probabilmente miliardi, nella Via Lattea. Ma non sappiamo ancora se ce ne sono altri attraversati, come la Terra, da onde culturali. Onde di conoscenza. Già, perché nel corso dei 200 o più millenni di esistenza, Homo sapiens, migrando prima in tutta l’Africa e poi out of Africa, occupando tutti i continenti, è rimasto in contatto. Nei tre contenenti connessi – Africa, appunto, Asia, ed Europa – questi contatti sono stati abbastanza regolari e hanno formato delle vere e proprie onde di trasmissione delle conoscenze che hanno oscillato tra l’Est e l’Ovest, il Sud e il Nord. 

Tra le onde culturali che rimbalzano da una parte all’altra del pianeta ci sono quelle generate da Gianni Rodari, di cui quest’anno si ricorda sia il centenario dalla nascita (è nato a Omegna, il 23 ottobre 1920) sia il quarantennale della morte (sopraggiunta a Roma il 14 aprile 1980). Sono quelle del maggior scrittore per l’infanzia che abbiamo avuto in Italia, insieme a Carlo Collodi, onde tanaci, che non si infrangono sugli scogli del tempo e hanno ancora moltissimo da insegnare, ai bambini ma anche agli adulti. Rodari sarà presente al Festival con un progetto ad hoc sviluppato in sinergia con il Teatro Nazionale di Genova e Andersen.

Di tutto questo e di altro ancora si parlerà a Genova, nell’anno in cui le onde elettromagnetiche (dei nostri computer) giocoforza prevalgono su quelle sonore (delle persone in presenza) a causa dell’onda COVID.

Già, l’onda COVID. Come i nostri lettori sanno già da tempo Il Bo Live è presente a Genova e si occupa proprio di quest’onda, con l’obiettivo di capire per reagire. Abbiamo iniziato per tempo, in due modi: intanto allestendo un archivio ragionato dei circa 300 articoli che da febbraio abbiamo pubblicato sulla pandemia da SARS-CoV-2: un piccolo (ma non troppo piccolo) bagaglio di conoscenze su questo virus finora sconosciuto. L’altra modalità è quella della serie di interviste che da molte settimane ormai abbiamo realizzato con donne e uomini di scienza su COVID-19: svariati punti di vista di altrettanti esperti con il medesimo obiettivo di cui sopra: fornire un’informazione plurale ma rigorosa. 

Ora, nel corso del Festival, L’onda COVID, capire per reagire cambia forma. Abbiamo chiesto ad Antonella Viola, ormai notissima immunologa dell’Università di Padova, di assumere la direzione scientifica di un ciclo (di un’onda?) di conferenze/dibattito sui temi della pandemia. Antonella Viola ha lavorato benissimo: e così, grazie alla sua direzione scientifica, avremo 7 conferenze/dibattito, ciascuna coordinata da un giornalista (per la verità, da sei giornaliste e un giornalista) su altrettanti temi. Interverranno oltre 20 tra i maggiori esperti italiani: un vero e proprio summa delle conoscenze attuali sul COVID

Ecco il programma (ogni conferenza/dibattito inizierà alle 18.30 e durerà un’ora e mezza:

1. Come si sviluppa e come si esaurisce una pandemia (22 ottobre) 

Con: Bernardino Fantini (Università di Ginevra), Ranieri Guerra (OMS, Ginevra) e Gianni Rezza (ISS, Roma) 

Modera: Cristiana Pulcinelli

2.  Covid 19: patogenesi e immunità (24 ottobre)

Con: Giovanella Baggio (Università di Padova), Stefano Vella (ISS, Roma) e Antonella Viola (Università di Padova)  

Modera: Barbara Paknazar 

3. Prevenzione e terapie per le prossime emergenze (25 ottobre)

Con: Sergio Abrignani (Università di Milano, Fondazione INGM), Maria Chironna (Università di Bari) e Umberto Agrimi (ISS) 

Modera. Eva Benelli

4. Covid 19 in Liguria: ruolo della medicina territoriale (27 ottobre)

Con: Emanuela Barisione, Matteo Bassetti e Antonio Uccelli (Ospedale San Martino, Genova)

Modera: Francesca Buoninconti

5. Modelli predittivi: a cosa servono e come funzionano? (29 ottobre)

Con: Stefano Merler (FBK, Trento), Daniela Paolotti (ISI Foundation), Dino Pedreschi (Università di Pisa) e Alessandro Vespignani (Northeastern University, Boston)

Modera: Francesco Suman

6. Virus e uomo: evoluzione tra natura e cultura (30 ottobre)

Con:  Telmo Pievani (Università di Padova), Carlo Alberto Redi (Università di Pavia) e Elisa Vicenzi (San Raffaele di Milano) 

Modera: Rossella Panarese

7. Pandemia e scienza: gli effetti di Covid19 sul mondo della ricerca (31 ottobre)

Con: Enrico Bucci (Temple University di Philadelphia, USA), Maria Pia Pedeferri (Politecnico di Milano) e Alessandro Quattrone (Cibio, Trento)

Modera: Elisabetta Tola

Inoltre Il Bo Live coprirà quotidianamente il Festival con diversi articoli, mettendo in luce di volta in volta gli aspetti che ci sembreranno i più significativi. Saremo, potete giurarci, sulla cresta dell’onda.

Insomma, buon Festival.

SCIENZA E RICERCA

Inizia oggi il Festival della Scienza di Genova, una delle manifestazioni scientifiche più importanti d’Europa. Il tema portante di quest’anno e l’onda, declinabile in molti modi diversi. Il nostro giornale avrà spazio con una sezione di conferenze online (la prima alle 18.30 di oggi) interamente dedicate alla pandemia sotto molteplici aspetti: da quello scientifico a quello sociale

hp Ateneo Didattica
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