Betül Tanbay, la matematica turca che minaccia Erdoğanalessandra.saiu
Ven, 11/23/2018 – 08:59


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Alessandra Saiu

Lo scorso venerdì 16 novembre è stata arrestata, assieme ad altre 12 persone, la matematica turca Betül Tanbay, docente all’università del Bosforo di Istanbul e vicepresidente eletta della European mathematical society, con l’accusa di essere implicata in attività criminali che mirano a rovesciare il governo turco. Numerose sono state le manifestazioni a supporto della professoressa – che è stata rilasciata il giorno seguente – da parte della comunità matematica internazionale. 
 

SCIENZA E RICERCA


È stata un’esperienza molto spiacevole, che spero non accada di nuovo. Coloro che hanno dovuto eseguire gli ordini dati, sono stati gentili e pieni di considerazione. Immagino che il problema siano coloro che hanno emanato quegli ordini

“A first short message” inviato alla mailing list dell’Ewm (European women in mathematics) da parte di Betül Tanbay

Betül Tanbay, modello di libertà per il popolo turco

La professoressa è stata anche la prima presidente donna (2010-2016) della Società matematica turca. Conosciuta a livello internazionale per la sua carriera scientifica, non ha mai esitato negli anni di avvalersi della sua posizione per criticare il governo dal suo punto di vista di democratica convinta, nell’ambito dell’esercizio della libertà di parola. 

Il presidente dell’Unione matematica italiana (Umi), Piermarco Cannarsa, la descrive con queste parole: “È attualmente membro del comitato esecutivo della European mathematical society, ha avuto nella sua carriera numerosissimi incarichi di responsabilità, sia nazionali che internazionali. Si tratta di una collega stimata, che si è investita durante tutta la sua carriera in attività culturali, gestionali e di coscienza civile sia in Turchia che all’estero, guadagnandosi il rispetto dei colleghi. Perciò siamo rimasti tutti molto colpiti dalla notizia del suo arresto e, nonostante sia stata rilasciata, le accuse nei suoi confronti sono piuttosto gravi e restano la preoccupazione e l’incredulità“. 

Infatti la professoressa Tanbay dovrebbe subire un processo per cospirazione finalizzata ad abbattere il governo in modo violento. Una donna del genere, nell’odierna Turchia guidata da Recep Tayyip Erdoğan, presidente dalla fine del suo mandato  – nel 2014 –  come primo ministro, che durava dal 2003, può forse risultare minacciosa per un politico che quattro anni fa dichiarava che le donne non sono uguali agli uomini, perché la loro natura è differente, in quanto il loro ruolo chiave nella società è quello materno
 


Per come l’ho conosciuta io, Betül Tanbay , non è una persona che tace per soggezione, è una persona portata a intervenire sulle questioni che travagliano la società, a condividere le sue idee senza peli sulla lingua, ma in maniera civile e corretta

Piermarco Cannarsa, presidente dell’Unione matematica italiana

La Turchia sta attraversando un momento di crisi per la garanzia dei diritti umani, tra cui la libertà di opinione e di espressione. Piermarco Cannarsa ci spiega il ruolo chiave di scienziati e intellettuali per il progresso della società

Qual è, invece, il ruolo di scienziati e intellettuali? il presidente dell’Umi commenta così: “È interesse della società tutelare il loro lavoro, perché a esso è legato il progresso scientifico e culturale dell’uomo, nessuna società ambisce a regredire nella scala della conoscenza. Il progresso ha sicuramente bisogno di quella che definirei la volontà della nazione, cioè uno sforzo economico, ma anche ideale, che faccia trasparire il proprio interesse nell’avanzare le proprie conoscenze in qualsiasi campo. Questo, però, non basta. Se da una parte servono i mezzi per la ricerca, dall’altra serve una dedizione totale degli addetti alla ricerca al programma che si sta portando avanti. Ciò non può accadere senza una libera scelta, che comporta la libertà dello scienziato. L’avanzamento della conoscenza, in qualche modo, è guidato dalla ricerca della verità che si sposa con la libertà di pensiero e l’indipendenza intellettuale. Difficilmente nella storia si sono ottenuti risultati buoni nel campo del progresso scientifico con la coercizione degli addetti alla ricerca.” 
 

La Turchia di Erdoğan

Secondo il rapporto annuale 2017/2018 di Amnesty International, in Turchia si è in piena emergenza per la violazione dei diritti umani. Giornalisti, attivisti ed esponenti di altre categorie, che si oppongono al governo, sono stati perseguiti giuridicamente, arrestati o licenziati. 
 

Amnesty riporta che a, seguito del tentato colpo di stato del 2016, si sono susseguite limitazioni illegittime dei diritti umani e l’approvazione di leggi senza il vaglio effettivo del parlamento e dei tribunali. Inoltre, sembrerebbe che anche la magistratura sia stata ridotta dai licenziamenti e dall’arresto di un terzo dei giudici e dei pubblici ministeri turchi, mentre il ricorso alla detenzione cautelare arbitraria, lunga e punitiva, nonché le violazioni dell’equità processuale sarebbero perpetuati regolarmente. 
 


This latest wave of detentions of academics and activists, on the basis of absurd allegations, shows that the authorities are intent on continuing their brutal crackdown of independent civil society

Andrew Gardner commenta il recente arresto di 13 personalità turche, tra cui la Professoressa Tanbay

Il rapporto parla anche di un’opinione pubblica che ha messo in pratica l’autocensura, cancellando commenti sui social network e astenendosi da fare dichiarazioni in pubblico, intanto le opinioni critiche verso il governo sembrano essere sparite dai media. Risale allo scorso 25 ottobre un comunicato basato sugli studi di Andrew Gardner, ricercatore senior in Turchia per Amnesty International, che denuncia che quasi 130mila impiegati del settore pubblico, tra cui medici, funzionari di polizia, insegnanti e accademici, sono stati licenziati per presunti legami con organizzazioni terroristiche e da due anni attendono di essere reintegrati o risarciti. Se a questo si aggiungono le posizioni del presidente turco sulla parità di genere, l’ingresso in Europa della Repubblica di Turchia sembra essere ancora un miraggio

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La crescita culturale di un popolo è sempre vantaggiosa per un sistema democratico, estremamente vantaggiosa. A volte le democrazie entrano in crisi proprio per aver trascurato questo aspetto

Piermarco Cannarsa, presidente dell’Unione matematica italiana

Nella Turchia di Erdoğan vengono arrestati impiegati pubblici appartenenti a diversi settori, scienziati, intellettuali e attivisti. Betül Tanbay è una matematica stimata a livello internazionale, che non hai mai rinunciato a esprimere le proprie opinioni democratiche: un modello di libertà in una nazione in cui si vorrebbe che il ruolo delle donne fosse altro
Betül Tanbay

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